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Svolta a Bari nelle indagini sulla morte di Giuseppe Petramala, arrestato un uomo per omicidio e sfruttamento del lavoro

BARI (ITALPRESS) – Un bracciante agricolo sarebbe morto in seguito a un incidente sul lavoro durante la raccolta delle olive, ma il suo datore di lavoro avrebbe cercato di nascondere l’accaduto, facendo passare il decesso per la conseguenza di una caduta domestica dalle scale. È quanto emerso dalle indagini dei carabinieri sulla morte di Giuseppe Petramala, avvenuta il 16 ottobre 2024 a Putignano, nel Barese.

L’imprenditore è finito agli arresti domiciliari con le accuse di omicidio e sfruttamento del lavoro continuato, aggravate dall’aver esposto la vittima a una situazione di grave pericolo. Secondo gli investigatori, in seguito all’incidente l’indagato, anziché accompagnare immediatamente il lavoratore in ospedale, lo avrebbe portato prima nella propria azienda e poi nella propria abitazione, nel tentativo di occultare le reali circostanze dell’infortunio.

Le indagini avrebbero inoltre accertato che la vittima lavorava da anni senza un regolare contratto, percependo una retribuzione inadeguata e svolgendo mansioni pericolose senza dispositivi di protezione né un’adeguata formazione sulla sicurezza. L’imprenditore avrebbe dunque di fatto approfittato delle difficoltà economiche del bracciante. La misura cautelare è stata eseguita dai carabinieri di Gioia del Colle, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Bari.

PROCURA “INDAGATO PREFERÌ L’IMPUNITÀ”

“È una brutta storia di sfruttamento del lavoro, di caporalato, che questa volta vede vittima non un extracomunitario, ma un giovane ragazzo di 26 anni del nostro territorio, affetto da un’invalidità civile dell’85% per alcune deficienze di tipo cognitivo, di tipo mentale”. Lo ha dichiarato il procuratore aggiunto di Bari Ciro Angelillis a margine della conferenza stampa sulle indagini relative alla morte di Giuseppe Petramala, il bracciante deceduto nell’ottobre 2024 in seguito a un incidente durante la raccolta delle olive. “Il ragazzo era irregolare, non era stato assunto nelle forme di legge, vi era la violazione di una serie di norme di tipo precauzionale. A parte l’incompatibilità del suo stato di salute rispetto alle mansioni a cui era stato posto, perché, per esempio, non aveva la patente ed era stato messo a guidare dei trattori complicati da utilizzare, perché avevano delle applicazioni, cioè dei bracci che servono per la raccolta delle olive”, ha spiegato Angelillis.

“Rispetto a questo quadro, che include anche una paga al di sotto del livello minimo previsto dalla legge, si è aggiunta questa condotta del datore di lavoro che ci ha poi indotto a contestare l’omicidio volontario. Una condotta di chi ha deciso di anteporre la sua esigenza di garantirsi l’impunità alla necessità, invece, di salvare una vita umana. In seguito all’infortunio, che ha generato una situazione di grave emorragia interna e fratture, il ragazzo andava immediatamente soccorso. Si è perso del tempo perché, se fosse stato portato immediatamente presso il pronto soccorso, come ci ha detto il medico legale, sarebbe stato certamente trasfuso, stabilizzato e operato”.

– Foto di repertorio Carabinieri –

(ITALPRESS).

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